In sintesi: dal 1° gennaio 2026 il tasso di interesse legale in Italia è dell'1,60% annuo (Decreto MEF del 10 dicembre 2025, citato da ANCE). Su un deposito cauzionale di €1.000 tenuto per un anno intero ti spettano €16,00 di interessi. La formula è I = C × S × N / 36.500 (capitale × tasso × giorni). Il proprietario deve versarteli alla fine di ogni anno di locazione, anche senza che tu li chieda.

La maggior parte degli inquilini non sa che il proprietario deve pagare interessi sulla cauzione. È un diritto scritto nella legge dal 1978, non un favore. Con il tasso 2026 le cifre sono modeste, ma sono comunque tue. Ecco come calcolarle al centesimo e come reclamarle prima che il tuo diritto vada perso.

Qual è il tasso di interesse legale nel 2026?

Dal 1° gennaio 2026 il tasso di interesse legale è fissato all'1,60% annuo. Lo ha stabilito il Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 10 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025 ed entrato in vigore col nuovo anno. La fonte è ANCE, confermata dal portale ufficiale del fisco Fisco Oggi dell'Agenzia delle Entrate.

È un tasso in calo. Secondo ANCE, nel 2024 era del 2,50%, nel 2025 del 2,00% e nel 2026 scende all'1,60%. La discesa riflette un'inflazione più contenuta e rendimenti più bassi dei titoli di Stato a breve termine.

Questo tasso non serve solo per la cauzione: è lo stesso valore usato per ritardi di pagamento, ravvedimenti fiscali e crediti civili in genere. Ma per te inquilino conta soprattutto per gli interessi sul deposito.

Come si calcolano gli interessi sul deposito cauzionale?

A professional individual signs legal documents at a desk in an office setting.
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📷 Mikhail Nilov / Pexels

La formula ufficiale è semplice: I = C × S × N / 36.500. Secondo Gruppo Più, C è l'importo del deposito, S è il tasso legale annuo (per il 2026: 1,60), N è il numero di giorni effettivi e 36.500 è 365 × 100, per lavorare in percentuale.

Facciamo il conto su un caso reale. Deposito di €1.000, tasso 1,60%, tenuto per 365 giorni:

1.000 × 1,60 × 365 / 36.500 = €16,00

La fonte La Legge per Tutti conferma questo risultato. Per capire quanto pesa il tasso: sugli stessi €1.000, al tasso 2025 (2,00%) avresti ricevuto €20,00; al tasso 2023 (5,00%) ben €50,00. Il calcolo è proporzionale, quindi puoi adattarlo a qualsiasi importo. Se cambia l'anno o restituisci la casa a metà anno, ti basta aggiornare S e N.

Quanti soldi ti spettano sul tuo affitto reale?

Close-up of a legal document with a wooden stamp placed on top, highlighting verification.
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📷 Markus Spiske / Pexels

Le cifre dipendono dal deposito, che per legge non può superare tre mensilità del canone. Prendiamo un secondo esempio: un deposito di €1.500 al tasso 1,60% per un anno intero produce circa €24,00 di interessi (1.500 × 1,60 × 365 / 36.500).

Per i canoni medi italiani, con affitti mensili tra €600 e €900 e depositi di due o tre mensilità, l'interesse annuo 2026 si colloca tipicamente tra circa €19 e €43. Non è una fortuna, ma su un contratto di quattro anni parliamo di cifre nell'ordine di €80-170 che spesso restano nelle tasche del proprietario per pura disinformazione dell'inquilino.

Prima di firmare, vale la pena sapere anche quanto pagherai davvero di canone: se stai confrontando prezzi, la nostra analisi sui prezzi affitto in Italia 2026 ti dice se stai pagando il giusto. E il deposito, ricordalo, è denaro tuo che torna con gli interessi.

Il proprietario è obbligato a pagarli anche se non li chiedo?

Sì. L'articolo 11 della Legge 27 luglio 1978 n. 392 (la legge sull'equo canone) stabilisce che il deposito cauzionale "è produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno". Il testo è consultabile su Brocardi.it.

La Cassazione Civile, con la sentenza n. 979/1995 citata dalla stessa fonte Brocardi, ha chiarito che questo obbligo ha natura imperativa: gli interessi vanno pagati al conduttore anche senza una sua espressa richiesta, perché la norma tutela la parte debole del contratto. In pratica il proprietario non può aspettare che tu li reclami: deve versarli spontaneamente ogni anno.

Nella realtà quasi nessun locatore lo fa. Ma la legge è dalla tua parte, e il diritto matura automaticamente. Se conservi il contratto e le ricevute del deposito, hai tutto ciò che serve per far valere la tua posizione.

Entro quando devo reclamare gli interessi arretrati?

Hai cinque anni per ciascuna annualità. Secondo Condominio News, il diritto agli interessi sul deposito si prescrive in cinque anni ai sensi dell'art. 2948 n. 4 del Codice Civile, e il termine decorre dalla fine di ogni singolo anno di locazione, non dalla fine del contratto.

Questo dettaglio è fondamentale. Se il tuo contratto dura da otto anni, non puoi recuperare tutti gli interessi maturati: le annualità più vecchie di cinque anni sono ormai prescritte. Puoi però reclamare quelle degli ultimi cinque anni. L'orientamento è confermato dalla Corte d'Appello di Bologna con la sentenza n. 963/2024.

La lezione pratica: non aspettare la fine del contratto per fare i conti. Ogni anno matura un credito che parte a contare da subito. Se il proprietario non paga, mettilo per iscritto (una PEC o una raccomandata) così interrompi la prescrizione e blocchi il conteggio a tuo favore.

Il proprietario può escludere gli interessi nel contratto?

Dipende dal tipo di locazione. Per i contratti commerciali la norma dell'art. 11 della Legge 392/1978 è assolutamente inderogabile: qualsiasi clausola che esclude gli interessi è nulla.

Per le locazioni residenziali stipulate dopo la Legge 431/1998 la situazione è più sfumata. Secondo ExParteCreditoris.it, la giurisprudenza di merito è divisa, ma l'orientamento prevalente è per la non derogabilità anche nei contratti liberi. Alcuni tribunali ammettono una deroga solo con accordo espresso; la maggioranza no.

Morale: se nel tuo contratto trovi una riga che "esclude" gli interessi sulla cauzione, non darla per buona. Nella maggior parte dei casi quella clausola non regge. È uno dei tanti dettagli che conviene leggere con attenzione prima di firmare, insieme ai segnali da controllare sui coinquilini e alle condizioni sulle bollette.

Come chiedere gli interessi al proprietario senza litigare

Non serve un avvocato per iniziare. Bastano il contratto, la ricevuta del deposito e la formula I = C × S × N / 36.500. Calcola l'importo anno per anno, con il tasso legale corretto di ciascun anno (per il 2026: 1,60%), e presenta il conteggio in modo chiaro.

Un messaggio pacato funziona meglio di una minaccia. Molti proprietari semplicemente ignoravano l'obbligo e, messi di fronte a un calcolo pulito e alla citazione dell'art. 11 L. 392/1978, saldano senza discutere. Se non rispondono, una raccomandata o una PEC formalizza la richiesta e, come visto, interrompe la prescrizione.

Quando cerchi la prossima stanza, tieni traccia del deposito fin dal primo giorno. Su app come Coinquilino, una delle piattaforme gratuite più usate in Italia per trovare stanze e coinquilini (trasparenza totale: Coinquilino è la nostra app), il contratto e le condizioni li discuti prima di firmare, così il deposito e i suoi interessi sono chiari da subito. Un accordo pulito all'inizio ti evita le discussioni alla fine.

Quanto sono gli interessi su un deposito di €1.000 nel 2026?


Sono €16,00 per un anno intero, al tasso legale 2026 dell'1,60% (fonte La Legge per Tutti). Il calcolo: 1.000 × 1,60 × 365 / 36.500 = 16. Se tieni la casa per meno di un anno, l'importo si riduce in proporzione ai giorni effettivi.

Il tasso di interesse legale 2026 è aumentato o diminuito?


È diminuito. Secondo ANCE, era 2,50% nel 2024, è sceso al 2,00% nel 2025 e all'1,60% nel 2026. Il calo dipende da inflazione più bassa e rendimenti più contenuti dei titoli di Stato a breve termine, come stabilito dall'art. 1284 del Codice Civile.

Cosa succede se il proprietario non ha mai pagato gli interessi?


Matura comunque un tuo credito, anno per anno. Puoi reclamare le annualità degli ultimi cinque anni (art. 2948 n. 4 c.c., confermato dalla Corte d'Appello di Bologna n. 963/2024). Le annualità più vecchie di cinque anni risultano prescritte e non sono più recuperabili.

Posso scalare gli interessi dall'ultimo affitto invece di farmeli pagare?


La legge prevede che il proprietario versi gli interessi "alla fine di ogni anno". In pratica molti li conteggiano insieme alla restituzione del deposito a fine contratto. Se concordi con il locatore una compensazione con l'ultima mensilità, mettila per iscritto: l'importante è che la cifra sia calcolata correttamente con la formula ufficiale.

Gli interessi valgono anche per i contratti transitori e per studenti?


Sì. L'obbligo dell'art. 11 L. 392/1978 riguarda il deposito cauzionale in quanto tale, a prescindere dalla durata del contratto. Anche in un contratto transitorio o per fuorisede, se hai versato una cauzione, questa è produttiva di interessi legali. Il conteggio si fa sui giorni effettivi con la stessa formula.

Come funziona la fideiussione: produce interessi anche quella?


No. Secondo Zappyrent, il deposito può essere versato in contanti, con assegno bancario o circolare, oppure tramite fideiussione bancaria o assicurativa. Gli interessi legali dell'art. 11 riguardano le somme effettivamente versate al proprietario. Con una fideiussione non consegni denaro, quindi non ci sono somme depositate su cui maturino interessi a tuo favore.

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Questo articolo è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di Coinquilino.