Le regole di casa condivisa sono un foglio di una pagina che i coinquilini scrivono e firmano il primo giorno: ospiti, orari di quiete, frigo, turno pulizie, spese. Non è un contratto con il proprietario, è un patto interno tra chi vive nell'appartamento. Ma pesa più di quanto sembri: la Cassazione, con la sentenza n. 27122 del 6 ottobre 2021 commentata da EC News, ha stabilito che violare le regole di civile convivenza può legittimare il recesso da un comodato. Scriverlo richiede venti minuti. Non scriverlo costa mesi.

Perché scrivere le regole di casa il primo giorno e non dopo il primo litigio?

Il giorno del trasloco nessuno ha ancora un torto da difendere. È l'unica finestra in cui "chi pulisce il bagno" è una domanda organizzativa e non un'accusa con un nome e un cognome. Due settimane dopo la stessa frase suona diversa, perché ha già un destinatario.

E la casa condivisa, per la maggior parte delle persone, non è una scelta di stile. Gli studenti fuori sede in Italia sono 446.603 secondo il MUR, mentre l'UDU — che conta anche i pendolari fuori provincia — arriva a circa 900.000: le due cifre e la loro differenza metodologica sono riportate da Skuola.net nel luglio 2024. I posti letto pubblici censiti al 1° novembre 2023 erano 54.942, secondo i dati MUR ripresi da TGCOM24 nel novembre 2024.

Quasi tutti gli altri finiscono in un appartamento privato, con persone conosciute due settimane prima. Nessuno consegna loro un regolamento: se lo scrivono da soli il primo giorno, o non esiste. Chi la stanza in affitto la sta ancora cercando può anticipare la conversazione: su Coinquilino (coinquilino.app), l'app gratuita per trovare stanze e coinquilini in Italia, orari e ospiti si discutono in chat prima della visita (dichiarazione d'interesse: è la nostra app).

Cosa deve contenere un regolamento di casa per coinquilini?

A group of friends enjoying a brunch with various dishes indoors. Warm and casual dining atmosphere.
A group of friends enjoying a brunch with various dishes indoors. Warm and casual dining atmosphere.

📷 Alexy Almond / Pexels

Le guide italiane per coabitanti convergono su una lista ricorrente. Together Price, in una guida dell'agosto 2023 sulle regole di convivenza in casa, elenca rispetto reciproco, pulizia e turni, privacy, orari di silenzio, comunicazione aperta, uso delle risorse condivise, animali, ospiti, tempo personale e spese condivise.

Tradotto in un documento che qualcuno leggerà davvero: dieci voci, una riga ciascuna, una pagina sola. Le regole vanno scritte come comportamenti osservabili — "i piatti si lavano entro sera", non "manteniamo la cucina pulita". Una regola che non si può verificare non è una regola, è un auspicio.

Tre pezzi che quasi tutti dimenticano: la data di revisione, il nome di chi tiene la cassa comune e cosa succede quando qualcuno se ne va. Le firme in fondo non trasformano il foglio in un contratto registrato, ma servono a una cosa precisa: nessuno potrà più dire "io non lo sapevo".

Esempio di regolamento di casa da riempire in dieci minuti

A neatly written to-do list on lined paper with a pen, perfect for organizing tasks.
A neatly written to-do list on lined paper with a pen, perfect for organizing tasks.

📷 RDNE Stock project / Pexels

Da copiare in un documento condiviso e stampare per la cucina. Le righe con ____ sono quelle che decidete voi: senza numeri concordati non è un regolamento, è una dichiarazione d'intenti.

Regolamento di casa — via ____, ____ (città)

Scritto il __/__/____ da: ____, ____, ____.

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1. Ospiti. Chi ospita avvisa nel gruppo ____ ore prima, pulisce dopo e copre la spesa in più. Dopo ____ notti di fila se ne riparla insieme. Nessun veto sugli ospiti di un altro; oltre i 30 giorni si fa la comunicazione alla Pubblica Sicurezza.

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2. Orari di quiete. Silenzio dalle ____ alle ____. Lavatrice, aspirapolvere e musica alta mai tra le ____ e le ____. Feste: preavviso di ____ giorni, si chiude entro le ____.

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3. Frigo e dispensa. Ripiano alto ____, centrale ____, basso ____. Beni comuni (____, ____, ____): si ricomprano a turno, e chi finisce una cosa la scrive in lista.

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4. Turno pulizie. Bagno ____, cucina ____, pavimenti ____, spazzatura ____. Ruota ogni ____ e resta appeso in cucina; chi salta recupera entro ____ giorni.

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5. Spese. Affitto entro il giorno ____ a ____. Bollette: chi paga carica la ricevuta in ____ ed è rimborsato entro ____ giorni. Cassa comune: € ____ a testa al mese, tenuta da ____.

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6. Spazi comuni. Piatti entro ____ ore, panni stesi tolti entro ____. Videochiamate lunghe: ____.

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7. Fumo, animali, oggetti prestati. ____.

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8. Se uno se ne va. Preavviso interno di ____ mesi, sostituto cercato insieme, costi del subentro a carico di ____, caparra conteggiata così: ____.

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9. Se litighiamo. Si riapre questo foglio, non si discute alle due di notte. Revisione ogni ____ mesi.

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Firme: ____ ____ ____

Un coinquilino può vietarti di far dormire qualcuno in casa?

No, e questa è la voce dove la maggior parte dei regolamenti fatti in casa sbaglia. Chi vive in affitto può ospitare chi vuole senza il permesso del proprietario e senza un limite di tempo previsto dalla legge; qualsiasi clausola contrattuale che vieti di ospitare persone è nulla, come spiega La Legge Per Tutti citando la sentenza della Cassazione n. 14343/2009.

Se quel divieto non regge nemmeno in un contratto d'affitto, non regge di certo in un foglio appeso in cucina. Il documento di casa non può creare un diritto di veto sugli ospiti altrui. Può invece regolare tutto il resto, che è poi ciò che genera davvero attrito: il preavviso nel gruppo, chi pulisce dopo, chi paga la spesa in più, quali spazi comuni restano liberi la mattina.

C'è poi un dettaglio pratico che quasi nessun regolamento contiene. Se un ospite dorme in casa per più di 30 giorni consecutivi scatta l'obbligo di comunicazione alla Pubblica Sicurezza entro 48 ore in base alla Legge 191/1978, e per gli ospiti extracomunitari l'obbligo scatta anche sotto i 30 giorni, sempre secondo La Legge Per Tutti. Scritto nel foglio, è un adempimento; scoperto dopo, è un problema di uno solo.

Quali orari di silenzio scrivere nel regolamento di casa?

Non esiste un orario di silenzio nazionale valido ovunque: dipende dal regolamento condominiale e, negli edifici sotto le dieci unità, dalle ordinanze comunali, come chiarisce l'Unione dei Consumatori nella sua guida agli orari di silenzio in condominio. La fascia tipica indicata dall'Unione dei Consumatori è: silenzio prima delle 8:00, tra le 13:00 e le 15:00 e dopo le 21:00, con la tolleranza serale estiva che si estende fino alle 23:00.

Copiare quella fascia nel documento di casa è una scorciatoia onesta, a patto di verificarla sul regolamento del proprio condominio prima di stamparla.

Dietro c'è una norma penale, e conviene conoscerla prima di litigare con il piano di sotto. L'art. 659 del codice penale punisce chi disturba il riposo o le occupazioni delle persone con schiamazzi o rumori con l'arresto fino a 3 mesi o un'ammenda fino a €309, come riporta Brocardi; dal 2022, con la riforma Cartabia, si procede solo a querela della persona offesa salvo casi particolari.

La regola interna serve a non arrivarci mai: la lavatrice ha un'ora, le videochiamate hanno una stanza, le feste hanno un preavviso.

Frigo condiviso e turno pulizie: le due righe che si rompono per prime

Quasi metà dei giovani italiani preferirebbe vivere da solo — il 47%, secondo il sondaggio HousingAnywhere riportato da AdL Mag nel settembre 2025. Molti coinquilini convivono per il prezzo di una stanza in affitto, non per vocazione, e il frigo è il punto esatto in cui questo si sente.

Bastano due decisioni. Quali ripiani sono personali, e quale lista breve di beni è comune: latte, olio, caffè, carta igienica, detersivi. Tutto ciò che sta in quella lista si ricompra a turno o esce dalla cassa comune; tutto il resto è di chi l'ha comprato, punto. Per la parte economica il metodo dettagliato è in Divisione Spese Coinquilini: Il Metodo per non Litigare Mai, e la voce che cresce d'inverno la trovate in Bollette luce gas risparmiare: trucchi per coinquilini 2026.

Il turno pulizie funziona se è per compito e non per zona ("il bagno", non "la tua metà di casa"), se è appeso dove si vede e se prevede il recupero. Negli appartamenti piccoli conta ancora di più: lo racconta bene Coinquilini a Venezia: convivere bene in 30 metri quadri.

Che valore ha un foglio di regole firmato tra coinquilini?

Non è un contratto di locazione e non modifica quello firmato con il proprietario, che sia un canone concordato o un contratto transitorio. Ma i giudici non trattano la convivenza civile come una gentilezza opzionale: la Cassazione civile, sez. III, con la sentenza n. 27122 del 6 ottobre 2021 commentata da EC News, ha ritenuto che la violazione delle regole di civile convivenza legittimi il recesso da un contratto di comodato, perché la pacifica convivenza ne è un presupposto implicito.

C'è un secondo motivo, più quotidiano. Quando più coinquilini firmano insieme lo stesso contratto scatta la solidarietà passiva: il proprietario può chiedere l'intero canone a uno solo se gli altri non pagano, come spiega La Legge Per Tutti nella guida al contratto di condivisione appartamento.

Il documento interno non ferma il proprietario. Ferma la seconda discussione, quella tra voi: chi doveva quanto, entro quando, e chi ha coperto il buco. Senza niente di scritto, quella conversazione si fa a memoria — e la memoria, in una casa condivisa, è sempre di parte.

Un regolamento di casa tra coinquilini è obbligatorio?


No, nessuna norma lo impone e nessuno lo registra da qualche parte. È un patto volontario tra coabitanti: vale per accordo, non per legge. Il suo valore è pratico e probatorio — mette per iscritto cosa avevate deciso il primo giorno, quando eravate tutti d'accordo e nessuno aveva ancora un motivo per ricordare le cose a modo suo.

Il proprietario può impormi le sue regole di convivenza?


Può inserire clausole nel contratto, ma non tutte reggono. Quella che vieta di ospitare persone è nulla secondo la sentenza della Cassazione n. 14343/2009 riportata da La Legge Per Tutti. Regole su rumore, uso dell'immobile e modifiche all'appartamento sono invece legittime. Il regolamento interno tra coinquilini sta un livello sotto: non può contraddire il contratto, può solo organizzare la vita quotidiana dentro le sue regole.

Cosa succede se un coinquilino smette di pagare la sua parte?


Se avete firmato tutti lo stesso contratto vale la solidarietà passiva: il proprietario può pretendere l'intero canone da uno qualsiasi di voi, come spiega La Legge Per Tutti. Chi paga per gli altri può poi rivalersi, ma deve dimostrare chi doveva cosa. È esattamente il compito della sezione "spese" del vostro documento: date, importi, chi ha versato, chi ha coperto.

Quanto costa far entrare un nuovo coinquilino al posto di chi esce?


Secondo La Legge Per Tutti, il subentro di un nuovo coinquilino comporta €67 di imposta di registro, mentre chi recede in anticipo deve dare disdetta con raccomandata e 6 mesi di preavviso. Sono due numeri che meritano una riga nel regolamento: chi paga i €67 e da quando decorre il preavviso interno. Quasi sempre la risposta giusta è "chi esce", ma va scritta prima, non durante.

Ogni quanto va aggiornato il regolamento di casa?


Ogni volta che cambia una persona, e a una data fissa scritta nel documento stesso. Le convivenze cambiano ritmo con le sessioni d'esame, i turni di lavoro e le stagioni: un orario di quiete perfetto a novembre non regge a luglio con le finestre aperte. Riaprire il foglio a calendario evita che una regola morta diventi il pretesto della prossima discussione.

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Questo articolo è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di Coinquilino.