Come funziona la truffa e qual è lo script in chat?
Un annuncio curato, con foto luminose e prezzo sotto la media della zona, attira decine di messaggi. Secondo la Polizia di Stato (2022), il truffatore sposta poi la chat fuori dalla piattaforma (il "rimpiattino"), chiede i documenti, invia 2-3 bozze di contratto, impone una scadenza di 24 ore e produce una fattura falsa. Il testo parlava di case vacanza, ma per stanze in affitto e contratti transitori lo schema è identico.
Le frasi seguenti non sono citazioni da un caso reale: sono un esempio illustrativo che ricalca le fasi descritte dalla Polizia di Stato. Riconoscere la sequenza conta più delle parole esatte.
- L'aggancio. "Ciao, la stanza è ancora libera. Purtroppo mi sono trasferito all'estero per lavoro, quindi non posso mostrartela di persona."
- Il cambio di canale. "Qui sulla piattaforma rispondo poco, scrivimi su WhatsApp o via email."
- La raccolta dati. "Mandami una foto del documento e il codice fiscale, così preparo il contratto."
- La finta serietà. Arrivano bozze di contratto, a volte con loghi di agenzie o di portali noti.
- La pressione. "Ci sono altri studenti interessati, se mandi la caparra entro domani è tua."
- La garanzia inventata. "Il pagamento passa da un servizio di deposito sicuro, se non ti piace ti rimborsano." Segue un link o una fattura.
Se riconosci più di uno di questi passaggi, la conversazione è già finita. Un proprietario vero accetta una visita, di persona o almeno in videochiamata dal vivo dentro l'appartamento.
Perché la caparra per visitare l'appartamento è un segnale rosso?

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Perché inverte l'ordine naturale delle cose. In un affitto regolare prima vedi la casa, poi verifichi chi te la affitta, poi firmi, e solo allora versi il deposito cauzionale e il primo canone. La guida agli affitti dell'Agenzia delle Entrate (edizione regionale Emilia-Romagna, non datata) ricorda che il deposito cauzionale non può superare tre mensilità e va restituito a fine contratto, salvo danni: è una garanzia legata a un contratto, non un biglietto d'ingresso per la visita.
Chi chiede soldi "per bloccare" o "per mostrarti" la casa sta chiedendo un pagamento senza nessuna contropartita verificabile. La Polizia Postale, nei consigli diffusi a chi cerca casa, ripete lo stesso principio: verificare l'annuncio di persona o rivolgersi ad agenzie autorizzate, e mai fare pagamenti anticipati senza garanzie. Anche la scusa del "sono all'estero" non regge: chi possiede davvero un immobile ha quasi sempre un parente, un amico o un'agenzia che può aprirti la porta.
Cosa controllare prima di pagare: visura, documento, contratto

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Visura catastale. L'Agenzia delle Entrate permette di consultare gratis, online, la visura catastale anche di immobili che non sono tuoi, con accesso tramite SPID, CIE o CNS e ricerca per indirizzo o identificativo catastale: trovi il servizio sulla pagina Visura catastale online dell'Agenzia delle Entrate. Confronta il nome dell'intestatario con quello di chi ti scrive. Attenzione: l'intestatario catastale non sempre coincide con il proprietario legale, quindi una corrispondenza è un indizio, non una prova.
Documento. Chiedi un documento d'identità e confrontalo con l'intestatario della visura e con il nome del titolare del conto. Un truffatore può mandarti un documento rubato, per questo il controllo vale solo insieme agli altri.
Contratto. Un contratto di locazione superiore a 30 giorni va registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma; la guida regionale dell'Agenzia indica un'imposta di registro del 2% del canone annuo, con minimo di €67 (verifica gli importi aggiornati prima di firmare). Un "proprietario" che rifiuta la registrazione o vuole incassare prima di firmare sta ammettendo che il contratto non esiste.
Bonifico anticipato già fatto: cosa fare nelle prime ore?
La velocità conta, soprattutto per capire che tipo di bonifico hai fatto. Secondo un comunicato della FABI del 2025, il bonifico istantaneo arriva in 10 secondi, 24 ore su 24, ed è irrevocabile: si può annullare solo con l'accordo di chi lo ha ricevuto. Lo stesso comunicato ricorda che dal 9 ottobre 2025 le banche devono controllare la corrispondenza tra nome del beneficiario e IBAN e avvisarti se non coincidono: se hai ricevuto quell'avviso e hai pagato lo stesso, annotalo.
Per il bonifico ordinario esiste il richiamo (recall). Secondo i fogli informativi di alcune banche, ad esempio quello di Banca Transilvania (non datato), la richiesta va fatta entro circa 10 giorni lavorativi bancari e la banca del beneficiario può rifiutare: non c'è garanzia di rimborso. In pratica: chiama subito la tua banca, chiedi il richiamo per iscritto, conserva il numero della pratica e salva tutte le chat, i link, l'IBAN e le ricevute prima che il profilo del truffatore sparisca.
Come fare denuncia per una truffa sull'affitto?
Il secondo passo, in parallelo con la banca, è la denuncia. Il portale della Polizia Postale, commissariatodips.it, offre sia la funzione "Segnala online" sia la "Denuncia per reati telematici"; in alternativa puoi andare in un ufficio di Polizia o dei Carabinieri. Porta con te gli screenshot della conversazione con data e numero, il link all'annuncio, l'IBAN di destinazione, la ricevuta del bonifico e l'eventuale documento che ti hanno mandato.
La denuncia serve anche alla banca: molti reclami partono proprio da lì. Se la banca non risponde o ti dà torto, il percorso è un reclamo scritto e poi l'Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Sii realista: quando sei tu ad aver ordinato il bonifico, l'ABF tende a escludere la responsabilità della banca, come nella decisione del collegio di Milano n. 9601 del 4 novembre 2025. Per questo la prevenzione vale molto più del rimedio.
Quanto sono diffuse le frodi con bonifico?
Un dato nazionale specifico sulle truffe negli affitti, nelle fonti disponibili, non esiste. Esistono però numeri sulle frodi via bonifico in generale. Secondo quanto riportato da money.it nel 2025, citando il rapporto della Banca d'Italia sul secondo semestre 2024, i bonifici fraudolenti sono stati circa 26.000, per circa €65,5 milioni; il tasso di frode è di circa 2 ogni 100.000 bonifici in generale, ma sale a circa 27 ogni 100.000 per i bonifici istantanei.
Sul fronte delle indagini, il report annuale 2025 della Polizia Postale, riassunto da Cybersecurity360 nel 2026, conta 27.085 casi di criminalità economico-finanziaria online e oltre €269 milioni sottratti. Non tutti riguardano gli affitti, ma il messaggio è chiaro: il bonifico chiesto in fretta a uno sconosciuto è il canale preferito.
Domande frequenti
È normale pagare una caparra prima di vedere la stanza?
No. La caparra o il deposito cauzionale si versano dopo la visita, dopo aver verificato chi affitta e al momento della firma del contratto. Chi chiede soldi solo per mostrarti la casa o per "bloccarla" senza visita ripete lo schema descritto dalla Polizia di Stato.
Come riconosco un annuncio affitto falso?
Prezzo sotto la media della zona, proprietario irraggiungibile di persona, richiesta di spostarsi su WhatsApp o email, fretta di chiudere e pagamento con bonifico verso un IBAN estero o a nome di un'altra persona. Per esempi concreti città per città leggi Truffe Affitto Roma: 5 Annunci Falsi Prima della Caparra e Truffe Affitto Torino: 5 Annunci Falsi da Riconoscere Subito.
Posso annullare un bonifico istantaneo inviato a un truffatore?
Secondo la FABI (2025) il bonifico istantaneo è irrevocabile e si annulla solo con l'accordo del beneficiario. Chiama comunque subito la banca, fai denuncia e conserva tutte le prove.
La visura catastale basta a dimostrare che il proprietario è vero?
No. È gratuita e utile, ma mostra l'intestatario catastale, che non sempre coincide con il proprietario legale, e un truffatore può usare il nome di una persona reale. Usala insieme al documento, alla visita e alla registrazione del contratto.
Pagare in contanti è più sicuro del bonifico?
No. La guida dell'Agenzia delle Entrate sconsiglia sempre il pagamento del canone in contanti; se proprio è inevitabile, chiedi una ricevuta. Il metodo conta meno dell'ordine: prima visita, verifica e firma, poi pagamento tracciabile.
Una videochiamata basta al posto della visita?
Solo se è dal vivo e la persona si muove dentro l'appartamento su tua richiesta: apri la finestra, inquadra il citofono con il cognome, mostra la vista dal balcone. Foto e video già registrati non dimostrano nulla. Se è possibile, manda comunque un amico o un parente a vedere la casa prima di firmare.
Dove cerco una stanza in modo più sicuro?
Scegli piattaforme dove puoi parlare con persone reali e verificate, e non spostare mai la trattativa fuori da lì prima della visita. Coinquilino (coinquilino.app), l'app gratuita per trovare stanze e coinquilini in Italia, offre profili con verifica dell'identità; anche lì, la regola resta la stessa: nessun pagamento per una casa mai vista. Per le spese successive alla firma, vedi Spese Condominiali Inquilino: 5 Voci che Paghi due Volte.
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Questo articolo è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di Coinquilino.




