Una cassa comune tra coinquilini funziona quando la quota è fissa, la scadenza è una sola e ogni uscita ha uno scontrino. Come ordine di grandezza, la guida di Uniplaces sulle bollette condivise (non datata) suggerisce di aggiungere 10-20 € al mese a testa come fondo emergenze, oltre alla quota che copre le utenze. Chi la gestisce? Un tesoriere a rotazione, non il coinquilino più paziente. E se qualcuno smette di versare, servono regole scritte prima, non discussioni dopo.

Cos'è la cassa comune e cosa deve coprire?

La cassa comune è una quota fissa mensile che ogni coinquilino versa su un conto o un salvadanaio condiviso, da cui escono le spese di tutti. Uniplaces, nella sua guida ai modi equi per gestire le bollette condivise, la descrive proprio così: un versamento fisso che copre le bollette comuni.

Il punto è separare due famiglie di spese. Le prime sono le utenze: luce, gas, internet. Hanno importi abbastanza prevedibili e scadenze note. Le seconde sono i consumabili di casa: carta igienica, detersivi, sapone per i piatti, sacchi della spazzatura, spugne. Costano poco una per una, ma sono quelle che generano il conto in sospeso, perché le compra sempre la stessa persona e nessuno se lo ricorda.

Cosa resta fuori? Il cibo personale, la spesa del singolo, gli abbonamenti che usa uno solo. Se in casa cucinate insieme potete aggiungere una voce "dispensa comune" (olio, sale, caffè), ma decidetelo esplicitamente. Tutto ciò che non è nella lista resta a carico di chi lo compra.

Quanto versare ogni mese nella cassa comune?

A group of friends enjoying a brunch with various dishes indoors. Warm and casual dining atmosphere.
A group of friends enjoying a brunch with various dishes indoors. Warm and casual dining atmosphere.

📷 Alexy Almond / Pexels

Non esiste una cifra ufficiale, e diffidate di chi ne dà una precisa. Esistono però dei riferimenti per costruire la vostra quota voce per voce.

Internet. L'osservatorio di Selectra sul costo dell'internet casa, con la rilevazione del 12 ottobre 2026 su 53 offerte, indica una media di 28,58 € al mese e una mediana di 26,99 €, con l'offerta più economica a 17,90 €. Attenzione: sono prezzi promozionali a listino, non bollette reali. Uniplaces, in una guida non datata, stima che 30 € di internet diventino 7-10 € a persona.

Luce. Sempre secondo Uniplaces (guida non datata), una bolletta della luce da 80 € si traduce in 20-25 € a persona. Gas e acqua dipendono troppo da città, stagione e impianto per dare una cifra onesta: guardate le bollette dell'anno scorso, se il proprietario o l'inquilino uscente ve le mostra.

Fondo emergenze. Uniplaces suggerisce 10-20 € al mese extra a testa. È il cuscinetto che evita di inseguire tutti quando arriva un conguaglio.

La regola pratica: sommate la media mensile delle utenze, dividete per il numero di coinquilini e aggiungete la quota per consumabili e fondo. Arrotondate per eccesso.

Quanto costano carta igienica e detersivi?

A neatly written to-do list on lined paper with a pen, perfect for organizing tasks.
A neatly written to-do list on lined paper with a pen, perfect for organizing tasks.

📷 RDNE Stock project / Pexels

Qui i dati sono più scarsi di quanto sembri, quindi niente cifre inventate. L'unico prezzo verificabile riguarda la carta igienica: secondo un'analisi del CRC sui dati dell'Osservatorio prezzi del MIMIT, riportata da Sky TG24 nel maggio 2024, la confezione da 4 rotoli è passata da 1,74 € nel 2021 a 2,51 € nel 2024, un aumento del 44,2%. La stessa analisi rilevava forti differenze territoriali: 3,40 € a Bolzano, 1,77 € a Siracusa.

Per i detersivi non abbiamo trovato un prezzo medio nazionale affidabile, e preferiamo non darne uno. Il metodo migliore è empirico: per il primo mese segnate ogni acquisto di prodotti per la casa e usate quel totale come base della quota consumabili. Dopo qualche mese di storico avrete una cifra vostra, molto più precisa di qualsiasi media.

Uniplaces elenca proprio detersivi, saponi e carta igienica tra le voci della lista spesa condivisa e consiglia una rotazione settimanale di chi fa gli acquisti. Se la cassa paga, nessuno anticipa di tasca propria: è questo che chiude il problema del "te li ridò dopo".

Chi gestisce la cassa comune?

La persona sbagliata è quella che si offre perché "tanto lo faccio io". Diventa il tesoriere a vita, anticipa soldi, sollecita gli altri e alla fine si stanca. Uniplaces suggerisce un tesoriere a rotazione ogni 6 mesi: abbastanza a lungo da imparare le scadenze, abbastanza breve da non trasformarlo in un ruolo odiato.

Il tesoriere ha tre compiti, e solo tre:

  • Controlla che le quote arrivino entro la scadenza.

  • Paga le bollette e conserva le ricevute.

  • Pubblica un riepilogo mensile nel gruppo della casa: entrate, uscite, saldo.

Non decide da solo spese straordinarie. Una lavatrice rotta, un nuovo router, un divano: queste si votano. Se la cassa sta su un conto, l'ideale è che più coinquilini possano vedere i movimenti. La trasparenza toglie al tesoriere il peso del sospetto e agli altri la tentazione di sospettare.

Per tenere i conti molti usano app come Splitwise o Tricount, e per i versamenti Satispay o un bonifico istantaneo. Ne abbiamo parlato in 5 app segrete per coinquilini.

Come gestire ricevute e scontrini senza litigare?

La regola d'oro è semplice: niente scontrino, niente rimborso. Sembra rigida, ma è l'unica che regge nel tempo, perché trasforma una questione di fiducia in una questione di procedura.

Uniplaces consiglia un quaderno condiviso in cucina dove annotare ogni acquisto. Funziona ancora, soprattutto per chi in casa non ama le app: data, cosa, quanto, chi. La versione digitale è una foto dello scontrino caricata nella chat o nell'app di spesa condivisa il giorno stesso.

Qualche regola che evita la maggior parte delle discussioni:

  • Una sola scadenza al mese. Uniplaces porta come esempio il 5 del mese: una data unica, facile da ricordare.

  • Promemoria amichevole in chat, sempre dal tesoriere, mai in privato e mai con tono passivo-aggressivo.

  • Spese sopra una soglia concordata si approvano prima, non si rimborsano dopo.

  • Le bollette restano archiviate in una cartella condivisa, così chi esce a metà anno può verificare i conguagli.

Mettete tutto per iscritto in un regolamento di casa di mezza pagina. Se vi serve un punto di partenza, le 7 regole d'oro della convivenza coprono anche pulizie e ospiti.

Cosa fare se un coinquilino smette di versare?

Prima di tutto, distinguete il ritardo dalla rottura. Uniplaces suggerisce un fondo per ritardi temporanei: se qualcuno salta un mese per un imprevisto, la cassa copre e lui rientra il mese dopo. Un ritardo isolato è un incidente; ritardi ripetuti senza spiegazioni sono un problema.

Il passo successivo è una conversazione di persona, non un messaggio nel gruppo. Proponete un piano di rientro con date precise. Se non funziona, bisogna capire cosa dice la legge, e qui conta il tipo di contratto.

Secondo l'approfondimento di Dequo pubblicato il 3 settembre 2026, con un contratto unico i coinquilini rispondono in solido, salvo diversa clausola: per l'art. 1294 del codice civile il proprietario può chiedere l'intero canone anche a uno solo. Chi paga la quota altrui ha però diritto di rivalsa (artt. 1298-1299 c.c.), e Dequo consiglia di chiedere il rimborso per iscritto con raccomandata o PEC. Con contratti separati, invece, ciascuno risponde solo della propria parte.

Per le utenze intestate a un solo coinquilino non abbiamo trovato fonti autorevoli sulla responsabilità degli altri: è proprio per questo che la cassa comune, con versamenti tracciati, protegge chi ha l'intestazione. Se la convivenza finisce, leggete anche come cambiare coinquilino a metà contratto.

Cassa comune o divisione a ogni spesa: quale scegliere?

La divisione spesa per spesa ("ho pagato io la luce, mi dovete tanto") funziona in case piccole e stabili, dove tutti controllano l'app ogni settimana. Il difetto è che crea crediti e debiti continui tra persone diverse, e prima o poi qualcuno resta con un conto in sospeso che nessuno ricorda di saldare.

La cassa comune ribalta la logica: si paga prima, non dopo. Nessuno anticipa, nessuno insegue. Il prezzo è un minimo di disciplina sulla scadenza e un tesoriere che fa il suo lavoro.

Una soluzione mista è spesso la più realistica: cassa comune per utenze, consumabili e fondo emergenze; app di spesa condivisa per le uscite occasionali (una cena, un regalo, un mobile). A fine mese il tesoriere riallinea i due conti.

Il momento giusto per decidere è prima di firmare, quando state ancora scegliendo con chi vivere. Chiedere "come gestivate le spese nella casa precedente?" dice molto di una persona. Se state cercando, Coinquilino (coinquilino.app), l'app gratuita per trovare stanze e coinquilini in Italia, permette di conoscere i futuri coinquilini e parlarne prima di trasferirsi.

Domande frequenti

Quanto mettere nella cassa comune tra coinquilini?


Non c'è una cifra standard. Sommate la media mensile delle utenze divisa per persona, la quota consumabili calcolata sul vostro primo mese di scontrini e un fondo emergenze: Uniplaces, in una guida non datata, suggerisce 10-20 € al mese extra a testa per quest'ultimo.

Quanto si paga di internet a testa in una casa condivisa?


Dipende dall'offerta e dal numero di persone. Uniplaces (guida non datata) stima che 30 € al mese di internet diventino 7-10 € a persona; secondo Selectra, rilevazione del 12 ottobre 2026, la mediana delle offerte a listino è 26,99 € al mese.

Chi deve fare da tesoriere?


Meglio una rotazione che un volontario fisso. Uniplaces suggerisce di cambiare tesoriere ogni 6 mesi, con compiti limitati: controllare i versamenti, pagare le bollette, pubblicare un riepilogo mensile.

Se un coinquilino non paga l'affitto, devo pagare io la sua parte?


Con un contratto unico potreste doverlo fare: secondo Dequo (settembre 2026), per l'art. 1294 c.c. i conduttori rispondono in solido salvo diversa clausola, ma chi paga di più ha diritto di rivalsa verso l'altro. Con contratti separati ognuno risponde solo della sua quota.

Cosa succede ai soldi della cassa quando un coinquilino se ne va?


Decidetelo nel regolamento di casa prima che accada. La soluzione più pulita: si chiudono le bollette di competenza, si calcola il saldo e chi esce riceve la sua parte residua del fondo, al netto dei conguagli ancora da arrivare.

Meglio la cassa comune o un'app come Splitwise?


Fanno cose diverse: la cassa paga in anticipo le spese fisse, l'app registra chi deve cosa per le spese occasionali. Molte case usano entrambe, con la cassa per utenze e consumabili e l'app per il resto.

---
Questo articolo è stato redatto con l'assistenza di strumenti di intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di Coinquilino.